Archivio news 25/08/2019

IL MAESTRO PISCHETOLA

Intervista esclusiva: Capello, 27 anni di Milan e...


Un tecnico. Un allenatore. Un istruttore. Un maestro.

Non è semplice definire con un unico sostantivo Emanuele Pischetola. È un amante del calcio che ha lavorato a stretto contatto con i grandi di questo sport. E ora, dopo anni di professionismo, ha deciso di divulgare la sua filosofia per aiutare i campioni di domani. Idee, concetti, metodologia…tutto a disposizione dei talenti del futuro.

È proprio Emanuele Pischetola l’immenso valore aggiunto del corso di perfezionamento tecnico Specialized Training. Il suo curriculum parla da solo: 27 anni da allenatore nel Settore Giovanile Scolastico AC Milan non hanno bisogno di spiegazioni. Noi, però, abbiamo voluto scavare a fondo: lo abbiamo intervistato Pischetola, scandagliando la sua carriera, tra aneddoti, grandi personaggi e filosofia del gioco del calcio.

 

 

Emanuele, prima di diventare allenatore sei stato calciatore.
Sì, ero un centrocampista di fantasia. Anche da calciatore mi sono legato indissolubilmente al Milan. Ho fatto tutto il Settore Giovanile, fino alla Primavera. Poi, in Prima Squadra, ho giocato in Serie C tra Sant’Angelo e Mantova.

Poi è arrivata la svolta: una chiamata.
A 25 anni mi è arrivata una chiamata di Capello e Galbiati, che si erano appena insediati alla guida della Prima Squadra del Milan. Mi conoscevano perché mi avevano allenato. Mi hanno proposto di diventare allenatore del Settore Giovanile Rossonero. Ho fatto una scelta di vita, ho smesso di giocare e ho accettato. Da lì ho iniziato tutta la trafila, dai Pulcini in su, fino agli Allievi e alla Primavera.

Questo percorso al Milan è durato 27 anni.
Sì, è stato un percorso pieno di soddisfazioni. Ho lavorato con grandi tecnici, come Inzaghi, De Vecchi… Al Milan ho incontrato molte persone importanti per la mia crescita professionale: Filippo Galli ed Edy Zanoli mi hanno permesso di vedere il calcio con occhi diversi e soprattutto con la mente aperta. Ci tengo a ringraziare tutti i tecnici e tutte le persone fino ai magazzinieri Max e Mirko con cui ho vissuto il periodo al Milan. Ho trovato davvero una grande famiglia.

Chi ti ha insegnato di più?
Credo che Eranio e Nava, per preparazione e idee, siano il top.

Grandi allenatori, ma anche grandi giocatori.
La lista è lunghissima: Antonini, Brivio, Di Gennaro, Paloschi, De Sciglio, Calabria, Cutrone, Locatelli, Verdi, Ardemagni, Petagna… e tanti altri.

Oggi la tua carriera da allenatore continua, ma sotto un’altra veste.
Cerco di divulgare il mio metodo e tutto quello che ho imparato. Attualmente lavoro in Lituania, Lettonia, Norvegia e in tutta Italia. Faccio formazione per gli allenatori e sedute tecniche per i giovani calciatori.

A settembre partirà a Milano “Specialized Training”. Perché un ragazzo dovrebbe partecipare? Perché un genitore dovrebbe iscrivere il figlio?
Consiglio a tutti di provare. Potrete toccare con mano allenamenti che non si vedono in giro.
Nella mia metodologia c’è tantissima cura del dettaglio: gli appoggi, la postura del corpo, la coordinazione. Il mio obiettivo consiste nello sviluppare le abilità cognitive del ragazzo per far sì che in campo, durante la partita, non debba perdere tempo a pensare. I fondamentali e i gesti tecnici gli verranno automatici, spontanei. Se pensa, arriva secondo sul pallone.

Il simbolo della tua metodologia è la Magic Ball.
Sì, è uno strumento innovativo. È un mezzo che utilizzo insieme ad esercizi sempre più vicini alla gara per sviluppare la rapidità motoria e cerebrale dei ragazzi. Vi aspetto per giocare e crescere assieme, a colpi di Magic Ball!

 

 

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